KIT ENERGIA | KIT SOLARE | KIT TERMICO | Chi siamo | News | Calcola | Acquista | Faq | Info | Magazine

IO INNOVO: le soluzioni per una casa ecologica economica ecosostenibile IO INNOVO: le soluzioni per una casa ecologica economica ecosostenibile
La vera libertà è prossimità alle fonti: energetiche, informative, creative. Etico per noi è non dipendere da risorse che scatenano miseria. Il nostro obiettivo è l'indipendenza energetica di ogni individuo. E finalmente oggi si può. Un passo alla volta.

Io Innovo - Chi siamo
Io Innovo - Calcolatori
Io Innovo - Sapevi che
Io Innovo - F.a.q.
Io Innovo - Acquista
Io Innovo - Contatti
Io Innovo - Convenzioni

 

F.A.Q.

 

 
  • Illuminazione con lampade a led

Quali sono i vantaggi offerti dalle lampade a led?
- consumi di energia elettrica ridotti dell´85 % rispetto alle lampadine convenzionali ad incandescenza a parità di luce emessa;
- durata media delle lampade a led 80-100.000 ore e dei power led 30.40.000 ore;
- risparmio considerevole sui costi della bolletta elettrica.

Quali sono gli altri vantaggi riguardanti le lampade a led?
Le lampade a led, per la loro costruzione, tecnologia e tipologia di materiali usati, non hanno alcun riscontro di danni alla sicurezza ed alla salute delle persone, danni riscontrati invece sulle lampade cosiddette a basso consumo (clicca qui per saperne di più).
Esse non emettono calore e raggi ultravioletti (che ad es., nel caso di illuminazione per vetrine, contribuiscono all’alterazione dei colori della merce esposta).
Possono venire tranquillamente presi in mano, poiché il calore non supera i 45 gradi C°.
I faretti a led sostituiscono direttamente le lampadine dicroiche.
Lampadine e faretti a led, inoltre, non si spengono di colpo a fine ciclo ma perdono d’intensità gradualmente.

Qual è il corretto ordine di misura della luce?
La corretta misura della luce emessa si indica in Lumen e non in Watt (potenza consumata) convenzionalmente usato. Un Watt di potenza genera in teoria 12,5 Lumen mentre in pratica si può dire che una lampadina ad incandescenza o alogena da 40 Watt corrisponde a circa 300-350 Lumen. Inoltre, una lampadina a tonalità calda genera meno lumen di una lampadina a tonalità bianca pura o diurna di pari Watt di potenza consumata.

Che tipo di luce viene emessa dalle lampade a led?
La luce emessa dalle lampade a led viene misurata in base alla temperatura del colore in gradi Kelvin, questa va da 2800 a 6000 e più Kelvin (di seguito indicati con K) per cui:
- Luce bianco/calda: 2800-3300 K
- Bianco Puro: 4200-4500 K
- Bianco solare / Day Light: 5000-5500 K
- Bianco freddo: 6000 K
ove la luce calda tende ad un bianco-giallo, appunto con tono caldo, mentre una gradazione di 6000 K tende ad avere anche una leggera tonalità blu.

Quale tipo di alimentazione necessitano le lampade a led?
Lampadine e faretti a led possono essere alimentati sia a 12/24 Volt in corrente continua, alternata o entrambe (DC-AC- DC/AC), che a 220 Volt. In genere le lampade a led hanno doppio voltaggio 85-130 Volt e 165-250 Volt, consentendo cosi anche un uso internazionale. Le lampadine e faretti riconoscono automaticamente il voltaggio di alimentazione applicata.

Di che tipo di attacchi sono provviste la lampade a led?
Vi sono lampade a led per ogni tipo di attacco standard:
- E27 o E14
- GU10 o G5.3
- MR16 o MR11 G5.3

A cosa equivale la potenza consumata da una lampade a led rispetto ad altri tipi di lampade?

(clicca sulla tabella per ingrandirla)

Cosa dicono le leggi in materia di illuminazione?
-
Direttiva 98/11/CE della Commissione Europea recepita in Italia con il D.M. 10 luglio 2001
La Comunità europea stabilisce le modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante l'efficienza energetica delle lampade per uso domestico. L'allegato IV della direttiva citata prevede che siano lampade assegnate alla classe A: - lampada Watt = 0,24 * radice quadrata di Ö + 0,0103 Ö dove Ö è il flusso luminoso della lampada dove W è la potenza in watt assorbita dalla lampada.

- Finanziaria 2007 - Legge 296/2006 - comma 354
E’ prevista la deduzione dal reddito d'impresa pari al 36% dei costi sostenuti da soggetti esercenti l'attività d'impresa rientrante nel settore del commercio che svolgano interventi di efficienza energetica per l'illuminazione entro il 31 dicembre 2008 tra i quali, in particolare, la sostituzione, negli ambienti interni, di apparecchi illuminanti con altri ad alta efficienza energetica, maggiore o uguale al 60 per cento e la sostituzione, negli ambienti interni, di lampade ad incandescenza con lampade fluorescenti di classe A purché alloggiate in apparecchi illuminanti ad alto rendimento ottico, maggiore o uguale al 60 per cento.

- Finanziaria 2008 - Articolo 2, commi 163 - Misure per il contenimento delle emissioni di CO2
A decorrere dal 1° gennaio 2011 sono vietate in tutto il territorio nazionale l’importazione, la distribuzione e la vendita delle lampadine a incandescenza.
La Finanziaria 2008 proroga gli incentivi già previsti dalla Finanziaria 2007 sino a tutto il 2010, ne introduce di nuovi e semplifica alcuni adempimenti.

Qual è la tecnologia delle lampade a led?
Il dispositivo sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni a partire dalla ricombinazione di coppie elettrone-lacuna.
Gli elettroni e le lacune vengono iniettati in una zona di ricombinazione attraverso due regioni del diodo drogate con impurità di tipo diverso, e cioè di tipo n per gli elettroni e p per le lacune.
Il colore della radiazione emessa è definito dalla distanza in energia tra i livelli energetici di elettroni e lacune e corrisponde tipicamente al valore della banda proibita del semiconduttore in questione.
I LED sono uno speciale tipo di diodi a giunzione p-n, formati da un sottile strato di materiale semiconduttore drogato. Quando sono sottoposti ad una tensione diretta per ridurre la barriera di potenziale della giunzione, gli elettroni della banda di conduzione del semiconduttore si ricombinano con le lacune della banda di valenza rilasciando energia sufficiente da produrre fotoni.
A causa dello spessore ridotto del chip un ragionevole numero di questi fotoni può abbandonarlo ed essere emesso come luce.
I LED sono formati da GaAs (arseniuro di gallio), GaP (fosfuro di gallio), GaAsP (fosfuro arseniuro di gallio), SiC (carburo di silicio) e GaInN (nitruro di gallio e indio).
L'esatta scelta dei semiconduttori determina la lunghezza d'onda dell'emissione di picco dei fotoni, l'efficienza nella conversione elettro-ottica e quindi l'intensità luminosa in uscita.

 

 

  • Programma di gestione dei consumi degli elettrodomestici

Quali sono gli elettrodomestici che più danno risalto ai risparmi economici ed ecologici?
Questo sistema è in grado di monitorare il consumo di qualsiasi dispositivo, programmandone per ogni tipo di richiesta di energia l’eliminazione dei consumi in standby e l’accensione/spegnimento in determinati orari e giorni.
Esempi:
- programmare lampade da giardino che automaticamente si accendono al tramonto e si spengono all’alba;
- stabilire che l’accensione e spegnimento di decoder, videoregistratore e lettore cd avvengano comandati dall’uso della televisione, se la loro funzione è alla stessa collegata;
- disporre orari fissati per l’uso di lavatrici, lavastoviglie, pompe e boiler, per un opportuno utilizzo nell’intero giorno, evitando picchi di consumo e relativi blocchi di contatori, ed inferiori costi dei consumi in presenza di forniture a tariffe biorarie.

Cosa si intende per Stand-by?
Si definisce Stand-by (stato di attesa) lo stato di consumo minimo di energia, che non può essere spento dall’utilizzatore e che persiste per tutto il tempo in cui un apparecchio è collegato alla rete di alimentazione elettrica principale.

Quale consumo di energia comporta lo stato in Stand-by di un apparecchio?
Lo stato di Stand-by di un apparecchio implica un assorbimento di potenza e quindi consumo di energia che, il più delle volte, è di gran lunga superiore al tempo di utilizzo vero e proprio dell’apparecchio, nell’ordine delle migliaia di ore l’anno, per cui i relativi consumi possono arrivare a rappresentare mediamente il 15 % del costo annuo della bolletta elettrica familiare.

Quali sono i consumi in Stand-by che è possibile eliminare?
Tutti i consumi il cui spegnimento definitivo dell’apparecchio non reca pregiudizio alla sua funzionalità, come quelli dovuti a televisori, decoder, consolle videogiochi, computer, stampanti, radio, compact disc, ecc.

Come funziona lo Stand-by killer del Kit Io Innovo?
Lo standby killer elimina il flusso di energia elettrica all’elettrodomestico che si trova nello stato di funzionamento in Stand-by, per ridarlo quando l’elettrodomestico viene riacceso per il suo uso.

Per quanto tempo vengono memorizzati i dati?
I dati di ogni sensore vengono memorizzati ogni ora e per 3 mesi. Quindi potremo leggere 24 dati al giorno per sensore, per 90 giorni consecutivi.

Quanta energia consuma questo sistema?

Ogni sensore ha un consumo pari a 3,5 kWh/annui e può permettere il risparmio fino ad un massimo di 500 kWh/annui.

Può essere ripristinato un sensore?
È possibile ripristinare un sensore staccandolo dalla presa di corrente a muro
per 3 volte consecutive per più di 10 secondi ogni volta.

Le misurazioni sono sincronizzate?
Sì, tutti i sistemi vengono eseguiti simultaneamente, grazie ad un orologio in tempo reale, e consentono di confrontare tutti i dispositivi.

Come si fa a sapere l'ora del sistema?
I tempi dei sensori sono automaticamente sincronizzati con l'ora del PC, ogni volta che parte il software.

Come faccio a collegare tra loro sensori ad una distanza maggiore di 4 metri?
E' sufficiente applicare un nuovo sensore tra quelli posti ad una distanza maggiore di 4 metri, in modo di avere una rete robusta e comunque a basso consumo.

E se il PC è spento?

Il sistema non necessita che il computer rimanga funzionante. I sensori hanno la loro memoria ed anche se il computer è spento, i dati vengono importati sulle tabelle non appena il computer viene acceso ed inserita la chiavetta, così da ottenere il quadro generale di utilizzo dei dati.

E se la chiavetta rimane inserita nel PC?
Per leggere i dati, la chiavetta va inserita nel computer. A chiavetta disinserita, il software non può effettuare la lettura dei sensori. La disconnessione della chiavetta dal PC non pregiudica il funzionamento della rete: una volta ricollegata al pc, il software recupera i dati memorizzati nei sensori, aggiornando le tabelle.

Quanto tempo dura la procedura di installazione del software?
Il tempo totale di installazione dipende dal numero di sensori che si utilizzano. Si stima una media di circa 20 minuti.

Si possono gestire flussi d’energia maggiore di 3 kWh?
Ogni sensore è predisposto per poter rendere fino ad un consumo di energia elettrica pari a 3 kWh. E' possibile misurare e gestire consumi maggiori di 3 kWh applicando più sensori.

E’ possibile misurare l’autoproduzione energetica?
Sì. Nel caso sia presente un impianto fotovoltaico che assolve totalmente la richiesta di energia elettrica, il software riporterà i dati di consumo energetico e quindi il risparmio della bolletta elettrica e delle emissioni nocive. Nel caso di uso sia di energia autoprodotta che di energia fornita da terzi, si potrà desumere l’energia autoprodotta deducendo il dato di fornitura d’energia da parte di terzi dal consumo totale riportato dal software.

 

 

  • Impianti fotovoltaici

Ma quanta energia ci arriva dal sole?
All’interno del sole, a temperature di alcuni milioni di gradi centigradi, avvengono incessantemente reazioni termonucleari di fusione che liberano enormi quantità di energia sottoforma di radiazioni elettromagnetiche. Una parte di questa energia, dopo aver attraversato l’atmosfera, arriva al suolo con un’intensità di circa 1.000 W/mq (irraggiamento al suolo in condizioni di giornata serena e Sole a mezzogiorno).
Questo enorme flusso di energia che arriva sulla Terra è pari a circa 15.000 volte l’attuale consumo energetico mondiale.
Di questa energia, però, solo una parte può essere utilizzata dagli impianti fotovoltaici.
La quantità di energia solare che arriva sulla superficie terrestre e che può essere utilmente “raccolta” da un dispositivo fotovoltaico dipende dall’irraggiamento del luogo.
L’irraggiamento è, infatti, la quantità di energia solare incidente su una superficie unitaria in un determinato intervallo di tempo, tipicamente un giorno (kWh/mq/giorno).
Il valore istantaneo della radiazione solare incidente sull’unità di superficie viene invece denominato radianza (kW/mq).
L’irraggiamento è influenzato dalle condizioni climatiche locali (nuvolosità, foschia, ecc.) e dipende dalla latitudine del luogo, cresce cioè quanto più ci si avvicina all’equatore.
In Italia, l’irraggiamento medio annuale varia dai 3,6 kWh/mq/giorno della pianura padana ai 4,7 kWh/mq/giorno del centro Sud e ai 5,4 kWh/mq/giorno della Sicilia.

Qual è il generatore di un impianto fotovoltaico?
Il componente elementare di un generatore fotovoltaico è la cella, dove avviene la conversione della radiazione solare in corrente elettrica. Essa è costituita da una sottile fetta di un materiale semiconduttore, quasi sempre silicio opportunamente trattato, dello spessore di circa 0,3 mm. Può essere rotonda o quadrata e può avere una superficie compresa tra i 100 e i 225 cmq. La cella si comporta come una minuscola batteria e nelle condizioni di soleggiamento tipiche dell’Italia (1k W/mq), alla temperatura di 25°C fornisce una corrente di 3 ampere, con una tensione di 0,5 volt e una potenza pari a 1,5-1,7 Wp.
In commercio troviamo i moduli fotovoltaici che sono costituiti da un insieme di celle. I più diffusi sono costituiti da 36 celle disposte su 4 file parallele collegate in serie. Hanno superfici che variano da 0,5 a 1 mq. e permettono l’accoppiamento con gli accumulatori da 12 Volt in corrente continua nominali. Più moduli collegati in serie formano un pannello, ovvero una struttura comune ancorabile al suolo o ad un edificio. Più pannelli collegati in serie costituiscono una stringa e più stringhe, collegate generalmente in parallelo per fornire la potenza richiesta, costituiscono il generatore fotovoltaico.

Chi controlla la produzione d’energia elettrica nell’impianto fotovoltaico?
È l’inverter, che trasforma la corrente continua prodotta dai moduli in corrente alternata, oltre ad un trasformatore e dal sistema di rifasamento e filtraggio che garantiscono la qualità della potenza in uscita. Trasformatore e sistema di filtraggio sono normalmente inseriti all’interno dell’inverter. È chiaro che il generatore fotovoltaico funziona solo in presenza di luce solare.
L’alternanza giorno/notte, il ciclo delle stagioni, le variazioni delle condizioni meteorologiche fanno sì che la quantità di energia elettrica prodotta da un sistema fotovoltaico non sia costante né al variare delle ore del giorno, né ne al variare dei mesi dell’anno. Ciò significa che, nel caso in cui si voglia dare la completa autonomia all’utenza, occorrerà o collegare gli impianti alla rete elettrica di distribuzione nazionale o utilizzare dei sistemi di accumulo dell’energia elettrica che la rendano disponibile nelle ore di soleggiamento insufficiente.

Quanta energia produce un impianto fotovoltaico?
La quantità di energia prodotta da un generatore fotovoltaico varia nel corso dell’anno e dipende da una serie di fattori come la latitudine e l’altitudine del sito, l’orientamento e l’inclinazione della superficie dei moduli, e le caratteristiche di assorbimento e riflessività del territorio circostante. A titolo indicativo alle latitudini dell’Italia centro-meridionale un metro quadrato di moduli può produrre in media 0,3/0,4 kWh al giorno nel periodo invernale e 0,6/0,8 kWh in quello estivo.

Dove e come si posiziona un impianto fotovoltaico?
Per ottenere la massima produzione di energia, in fase di progettazione di un impianto bisogna studiare l’irraggiamento e l’insolazione del sito. Questo consente di decidere l’inclinazione e l’orientamento della superficie del dispositivo captante. Per la latitudine del nostro Paese, la posizione ottimale della superficie del pannello risulta quella a copertura dell’edificio con esposizione a Sud e con un angolo di inclinazione di circa 20-30° rispetto al piano orizzontale. Ma anche la disposizione sul piano verticale dell’edificio, cioè in facciata, riesce a conseguire ottimi risultati. L’importante è, naturalmente, posizionare il pannello in modo da evitare zone d’ombra.

 

 

  • Incentivi statali Conto Energia

Chi sono i beneficiari delle tariffe del Conto Energia?
Persone giuridiche, fisiche, soggetti pubblici e condomini che ne fanno richiesta.

Quali sono i requisiti per accedere alle tariffe del Conto Energia?
Potenza nominale minima 1 kWp – non c’è più il limite della potenza massima di 1 MWP. Gli impianti devono essere entrati in esercizio in data successiva all’entrata in vigore della delibera dell’AEEG che regola le modalità di erogazione della tariffa; gli impianti entrati in esercizio a seguito di potenziamento possono accedere a tariffe incentivo limitatamente alla produzione aggiuntiva ottenuta con l’intervento di potenziamento. Gli impianti e i componenti devono essere conformi alle norme tecniche e devono essere realizzati con materiali nuovi o non impiegati in altri impianti. Gli impianti devono essere collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate; ogni impianto deve essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete non condiviso con altri impianti. Per piccola rete isolata si intende ogni rete con consumi inferiori a 2.500 GWh con meno del 5% ottenuto dall’interconnessione con altre reti. E’ necessario che non siano in condizioni d’incompatibilità e nella documentazione finale dichiareranno se hanno beneficiato della detrazione fiscale per ristrutturazioni, che comporterebbe la riduzione della tariffa del 30%.

Quali sono le modalità di accesso alle tariffe del Conto Energia?
Il soggetto responsabile, inoltra al Gestore di Rete il Progetto Preliminare e richiede la connessione ai sensi art. 9 dlgs 79/99 (“ le imprese distributrici hanno l’obbligo di connettere alle proprie reti tutti i soggetti che ne facciano richiesta senza compromettere la continuità del servizio e purché siano rispettate le norme tecniche e le delibere AEEG”); nel caso di impianti tra 1 e 20 kWp il soggetto precisa se intende avvalersi o meno del servizio di scambio sul posto.
Nell’apposita delibera dell’AEEG sono definite le modalità e tempistiche secondo le quali il gestore di rete comunica il punto di consegna ed esegue la connessione dell’impianto alla rete, prevedendo penali nel caso di mancato rispetto. Ad impianto ultimato, il soggetto responsabile trasmette al gestore di rete la comunicazione di ultimazione di lavori.
Entro 60 gg. dalla data di entrata in esercizio il soggetto responsabile è tenuto a far pervenire al GSE la richiesta di concessione della tariffa pertinente, unitamente alla documentazione finale di entrata in esercizio, ed eventuali integrazioni previste dalla delibera dell’AEEG. Il mancato rispetto dei termini porta la non ammissibilità alle tariffe. Entro 60 gg. dal ricevimento della documentazione completa, il GSE, verificato il rispetto delle disposizioni del decreto comunica al soggetto la tariffa riconosciuta. In generale per impianti sotto i 20 kWp basta la DIA. Per impianti di maggiori dimensioni necessita il permesso a costruire; nel caso di impianti in aree protette o di particolare impatto si richiede il procedimento unico. Per gli impianti integrati e parzialmente integrati, per gli impianti fino a 20 kWp, che non sono considerati impianti industriali non c’è necessità di VIA, a meno che siano ubicati in aree protette. Impianti da realizzare in aree classificate come agricole dai vigenti piani urbanistici non necessitano di effettuare la variazione di destinazione d’uso dei siti di ubicazione.

Quali sono i premi abbinati all’uso efficiente dell’energia?
Gli impianti in regime di scambio sul posto che alimentano anche parziali utenze d’immobili, beneficiano di premi in questo modo:
- l’edificio asservito all’impianto deve essere dotato di certificazione energetica – come da norma – comprendente anche i possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche dell’edificio
- successivamente all’entrata in esercizio dell’impianto il soggetto responsabile deve effettuare interventi tra quelli possibili inseriti nella certificazione energetica che conseguano, al netto dei miglioramenti conseguenti all’impianto fotovoltaico, una riduzione di almeno il 10% dell’indice di prestazione energetica dell’edificio rispetto al precedente inserito in certificazione energetica (fino a quando non ci saranno linee guida della certificazione energetica vige l’attestato di qualificazione energetica)
- produca nuova certificazione energetica da cui risulti l’avvenuta esecuzione degli interventi e l’ottenimento della riduzione del fabbisogno di energia primaria
- il soggetto responsabile trasmette al GSE le certificazioni energetiche e chiede il riconoscimento del premio
- il premio è riconosciuto a decorrere dall’anno solare successivo alla data di ricevimento della domanda e consiste in una maggiorazione percentuale della tariffa, che è riconosciuta in misura pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia primaria conseguita e dimostrata;
- la maggiorazione, riconosciuta per l’intero periodo residuo di diritto all’incentivo, non può eccedere in ogni caso il 30% della tariffa incentivante riconosciuta alla data di entrata in esercizio dell’impianto
- l’esecuzione di nuovi interventi che comportano una riduzione del 10% rinnovano il diritto al premio, fermo restando il limite del 30%
- il premio nella misura del 30% della tariffa compete anche agli impianti operanti in regime di scambio per utenze di edifici completati successivamente all’entrata in vigore del presente decreto e conseguono sulla base di idonea certificazione un valore di fabbisogno annuo di energia primaria per metro quadro (kwh/mq/anno) inferiore di almeno il 50% rispetto ai valori riportati all’allegato C, comma 1; tabella 1 dlg 192/2005.

In che modo viene ritirata e valorizzata l’energia?
L’energia da impianti fino a 200 kWp può beneficiare dello scambio sul posto, che continua ad applicarsi anche dopo i 20 anni della tariffa incentivante
Nel caso in cui non c’è scambio sul posto, l’energia è ritirata con le modalità con le modalità fissate dalla delibera AEEG 34/05, oppure ceduta sul mercato
I benefici da scambio, ritiro o cessione sul mercato si aggiungono alle tariffe e eventuali premi.

Qual è la cumulabilità possibile delle tariffe incentivanti?
Le tariffe incentivo non sono:
- cumulabili con incentivi in conto capitale e/o conto interessi eccedenti il 20%, eccetto nel caso che il soggetto responsabile siano scuola pubblica e strutture sanitarie
- cumulabili con certificati verdi, certificati bianchi
- applicabili a impianti realizzati in rispetto di obblighi ex 192/05 entrati in esercizio in data successiva a 31.12.2010
- passibili di richiesta per la detrazione di imposta sulle ristrutturazioni

 

 

  • Le pompe di calore

Come è fatta e come funziona una pompa di calore?
La pompa di calore è costituita da un circuito chiuso, percorso da uno speciale fluido (frigorigeno) che, a seconda delle condizioni di temperatura e di pressione in cui si trova, assume lo stato di liquido o di vapore.
Il circuito chiuso è costituito da:
- un compressore
- un condensatore
- una valvola di espansione
- un evaporatore
Il condensatore e l’evaporatore sono costituiti da scambiatori di calore, cioè tubi posti a contatto con un fluido di servizio (che può essere acqua o aria) nei quali scorre il fluido frigorigeno. Questo cede calore al condensatore e lo sottrae all’evaporatore. I componenti del circuito possono essere sia raggruppati in un unico blocco, sia divisi in due parti (sistemi “SPLIT”) raccordate dai tubi nei quali circola il fluido frigorigeno. Nel funzionamento il fluido frigorigeno, all’interno del circuito, subisce le seguenti trasformazioni:
- Compressione: il fluido frigorigeno allo stato gassoso e a bassa pressione, proveniente dall’evaporatore, viene portato ad alta pressione; nella compressione si riscalda assorbendo una certa quantità di calore.
- Condensazione: il fluido frigorigeno, proveniente dal compressore, passa dallo stato gassoso a quello liquido cedendo calore all’esterno.
- Espansione: passando attraverso la valvola di espansione il fluido frigorigeno liquido si trasforma parzialmente in vapore e si raffredda.
- Evaporazione: il fluido frigorigeno assorbe calore dall’esterno ed evapora completamente.
L’insieme di queste trasformazioni costituisce il ciclo della pompa di calore: fornendo energia con il compressore, al fluido frigorigeno, questo, nell’evaporatore, assorbe calore dal mezzo circostante e, tramite il condensatore, lo cede al mezzo da riscaldare.

 

 

  • Detrazioni fiscali del 55%

Quali sono i soggetti che possono richiedere la detrazione fiscale del 55%?
- Persone fisiche, enti, soggetti di cui all’Art. 5 del T.U.I.R. non titolari di reddito d’impresa, per interventi su edifici, parti di edifici o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, posseduti o detenuti.
- Soggetti titolari di reddito d’impresa, per interventi come sopra.

Quali sono le spese ammesse in detrazione fiscale per impianti di riscaldamento e collettori solari?

  • Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per il fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Le spese ammesse riguardano la fornitura e la posa in opera delle apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche e elettroniche, delle opere idrauliche e murarie per la realizzazione di impianti solari termici, anche integrati con impianti di riscaldamento. In questo caso l’asseverazione deve attestare il rispetto dei seguenti requisiti:
    - che i pannelli solari e i bollitori impiegati sono garantiti per almeno cinque anni;
    - che gli accessori e i componenti elettrici/elettronici sono garantiti due anni;
    - che i pannelli solari dispongono di una certificazione di qualità conforme alle norme UNI 12975, rilasciata da un laboratorio accreditato;
    - che l’installazione dell’impianto è stata eseguita in conformità ai manuali di installazione dei principali componenti.
    Per questi interventi è possibile detrarre al massimo 60.000 € corrispondenti ad una spesa di 109.090,90 €
  • Interventi sugli impianti di riscaldamento. Riguardano la sostituzione completa o parziale di impianti di riscaldamento con impianti dotati di nuove caldaie a pompe di calore e messa a punto del sistema di distribuzione. Le spese ammesse riguardano smontaggio e dismissione parziale o totale dell’impianto di riscaldamento esistente, la fornitura e la posa in opera delle apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche e elettroniche, delle opere idrauliche e murarie per la sostituzione dell’impianto; sono comprese anche le spese per la messa a punto della rete di distribuzione, per i sistemi di trattamento dell’acqua, per i dispositivi di controllo e regolazione e per i sistemi di emissione.
    Per questi interventi è possibile detrarre al massimo 30.000 €, corrispondenti ad una spesa di 54.545,45 €.

Quali sono le procedure per ottenere la detrazione fiscale?
- Le agevolazioni sono riservate ad interventi su edifici esistenti. L’edificio o la struttura esistenti sui quali l’intervento viene eseguito devono essere in regola con accatastamento, pagamenti ICI, ecc
- Nelle zone soggette a vincoli storici o ambientali, per eseguire gli interventi, occorre presentare in Comune una richiesta di AUTORIZZAZIONE ambientale predisposta da un tecnico abilitato
- Nelle zone non soggette a vincoli storici o ambientali, occorre presentare una semplice DIA (dichiarazione inizio attività) predisposta da un tecnico abilitato
- Dopo l’intervento, per il titolare della detrazione, occorre acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti dall’Art. 8 comma 1 (i pannelli solari devono esser certificati a Norma EN 12975 o EN 12976 e garantiti per almeno 5 anni, gli accumulatori devono essere garantiti almeno 5 anni e gli altri accessori almeno 2 anni, ecc.)
- Per i privati (persone fisiche) esiste l’obbligo di effettuare il pagamento con Bonifico Bancario o Postale, specificando:come causale la detrazione fiscale del 55% sull’intervento, il codice fiscale del beneficiario, il codice fiscale del titolare della detrazione
- Se i titolari della detrazione sono aziende, sono accettate le normali forme di pagamento
- Occorre trasmettere all’Enea, entro 90 gg dalla fine dei lavori, la comunicazione dell’intervento eseguito, compilando On-Line l’apposito modulo sul sito dell’Enea che rilascerà ricevuta dell’avvenuta comunicazione, solo per casi particolari è richiesta ed ammessa la comunicazione tramite raccomandata. Non occorre spedire nessuna comunicazione, all’Agenzia delle Entrate, né prima ne dopo l’installazione, l’unica comunicazione necessaria da fare è quella all’ENEA
- Il titolare dell’intervento deve conservare copia completa della documentazione per presentarla in caso di richiesta da parte degli uffici competenti, per una verifica
- La detrazione fiscale del 55% non è cumulabile con altri interventi fiscali previsti da leggi nazionali (esempio detrazione 36%), comunque in caso di contributi previsti a livello locale, la detrazione spetta per il costo effettivo dell’intervento rimasto a carico del contribuente
- Il titolare dell’intervento avrà diritto alla detrazione sulle imposte lorde dovute, a partire dall’anno in cui l’intervento viene eseguito.

condividi su
 
 

IO INNOVO News

 

 
IO INNOVO Calcola
 
IO INNOVO Acquista
   

IO INNOVO: le soluzioni per una casa ecologica economica ecosostenibileIo Innovo ® 2009
Eurfin Italia sas
www.ioinnovo.it
info@ioinnovo.it
numero verde 800432533
facebook

IO INNOVO MAGAZINE